La fiducia della famiglia nell’asilo nido

settembre 20, 2009 · Archiviato in Infanzia 

Mentre molti anni fa i genitori potevano fare affidamento su una rete sociale fatta di nonni, zii, amici, vicini, a cui si rivolgevano per un aiuto nella crescita e nell’educazione dei propri bambini, negli ultimi decenni, anche a causa spesso di una maggiore distanza fisica tra i componenti della famiglia e del sempre maggior accesso al lavoro delle donne, nelle famiglie è da un bel po’ di anni che è sentita l’esigenza di un supporto alternativo per la custodia e l’accudimento dei bambini nell’orario di lavoro dei genitori.


Sulla scia di questa esigenza già negli anni 70 in Italia nacque la legge che legittima il ruolo degli asili nido come servizi sociali pubblici, di carattere assistenzialistico, rivolti a tutte le famiglie con bambini dai 3 mesi ai 3 anni.
Dal movimento socio-culturale degli anni 70 si svilupparono anche molte idee di carattere pedagogico incentrate sulla necessità di creare una vera e propria politica per l’infanzia, dove non si prestasse attenzione solo ai casi di bambini con particolari carenze, ma una politica per tutti. La maggiore attenzione all’infanzia in generale e il clima sociale di quegli anni fecero sì che si trasformasse leggermente anche la concezione mutualistica del servizio, che divenne pian piano anche luogo d’incontro per i bambini stessi, ma anche tra genitori ed educatori.
Nel corso dei decenni si è poi diffuso il concetto dell’asilo nido come luogo organizzato e strutturato pedagogicamente, con un ruolo importante nella formazione della personalità del bambino, un luogo dove tutto è pensato in funzione del bambino, per favorire lo sviluppo delle sue competenze psicologiche,  sociali, relazionali.
 In realtà, seppure la pedagogia negli ultimi decenni ha fatto grandi passi avanti e ha messo al centro dell’attenzione il bambino in quanto soggetto e non più oggetto passivo, ancora oggi il nido è considerato, nel pensiero comune, come il posto dove poter  “parcheggiare” il bambino negli orari di lavoro.

Fondamentale per superare questa vecchia concezione dell’asilo nido è l’instaurarsi di un rapporto famiglia-asilo nido dove, oltre alla reciproca fiducia, siano chiari il percorso e gli obiettivi comuni dei due contesti . A tal fine occorre che tra famiglia e asilo nido si condivida la stessa importante finalità: lo sviluppo armonico del bambino. Da questa condivisione si passa all’ instaurarsi di una “continuità” che faccia da premessa per la nascita della fiducia e dell’alleanza reciproca tra i due sistemi, entrambe necessarie al raggiungimento dell’obiettivo comune.
Avere una finalità comune non significa condividere gli stessi strumenti, che saranno differenti per forza, per le differenziazioni pratiche dei due contesti. Per “continuità” s’intende piuttosto un camminare insieme dei due sistemi, che lavorando con fiducia reciproca e collaborazione, apporteranno, tramite vie diverse, una complessità di esperienze e di insegnamenti alla vita affettiva, sociale e relazionale del bambino.
Naturalmente per favorire la continuità è fondamentale la comunicazione reciproca tra i due sistemi:una buona base di fiducia permette certamente che la comunicazione sia sincera, continua, bidirezionale.

Assume una grande importanza per creare queste condizioni è l’impressione iniziale dell’asilo nido che si andrà a scegliere: il luogo deve sembrarci familiare, sicuro, allegro, con personale competente e disponibile. Se fin da subito le impressioni ricevute sono buone, sarà più facile affidarsi con fiducia, nonostante la normale difficoltà del distacco di qualunque coppia madre-bambino. Se l’asilo non risponde a criteri di base, come la sicurezza e la competenza delle educatrici, è difficile pensare che possa avere un buon funzionamento. Il consiglio di base, però, è di lasciarsi comunque andare ad un atteggiamento di apertura: tante regole , informazioni, modi di funzionare  che ci sembrano  tanto diversi da quanto abbiamo fatto come genitori fino a quel momento non nascondono per forza inefficienza, ma sono spesso peculiarità di un contesto diverso da quello familiare, con appunto sistemi di funzionamento particolari. Se, nonostante regole abbastanza rigide, modi di fare diversi, si nota un’ apertura alla famiglia,una sentita accoglienza della famiglia intera oltre che del bambino, bisogna lasciarsi guidare  con fiducia nell’ingresso in questo nuovo contesto. Perchè solo se il genitore per primo vive bene, senza timori e sensi di colpa, il sostegno del nido, il bambino vivrà altrettanto bene  questa nuova fase di vita.

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