Quando i nonni non sono “a tempo pieno”
I nonni rappresentano molto spesso una delle risorse più apprezzate e sicure a cui affidare i propri figli in caso di bisogno, malattie e impegni lavorativi. Moltissimi bambini sono stati e sono ancora oggi accuditi da “nonni a tempo pieno” ben disposti a dedicarsi con esclusività a nipoti e nipotini, tuttavia non sempre è così…In alcuni casi, soprattutto nella società attuale, può non essere affatto scontato che i propri genitori, con la nascita dei nipoti, si convertano in automatico in nonni e nonne incondizionati e a tempo pieno e questo per diversi ordini di motivi. Si possono citare – come di spunto di riflessione - alcuni esempi.
Primo: con il progressivo invecchiamento della popolazione sono sempre di più le coppie che, superata la mezza età, si ritrovano ad accudire i loro stessi genitori ormai anziani e non hanno quindi tempo ed energie a sufficienza da dedicare anche ai nipoti. Secondo: impegni e priorità di ordine economico, e di realizzazione personale e professionale non di rado rimandano la maternità a dopo i 30-35 anni. Questo significa spesso avere alle spalle genitori già in età avanzata su cui quindi non poter far pieno affidamento soprattutto quando i bambini crescono e richiedono energie più consistenti al punto di vista fisico e mentale. In terzo luogo possono intervenire specifici fattori legati alla terza età relativi a tutte quelle piccole e grandi rassicuranti “abitudini” che scandiscono la vita quotidiana e a cui le persone anziane con il passare degli anni sono sempre meno disposte a rinunciare. Ecco che allora per una nonna l’appuntamento dal parrucchiere del sabato mattina potrebbe avere la priorità assoluta su qualsiasi necessità più o meno importante di figli e nipoti. E’ legittimo sentirsi “traditi” o “abbandonati” dai propri genitori se questi non si rendono nonni disponibili a oltranza? Un nonno o una nonna sono forse tenuti a badare ai nipoti per sollevare dalle relative incombenze i propri figli neo-genitori? Molto naturalmente dipenderà dal rapporto che questi ultimi avranno instaurato con i propri genitori “neo-nonni” e con quelli del partner, dal fatto che vi sia o meno un accordo esplicito con essi e dalla capacità e-o possibilità di trovare soluzioni alternative che non facciano gravare esclusivamente su di loro tale responsabilità.
Se tuttavia quello del genitore è a tutti gli effetti un “mestiere” frutto di una scelta e di un impegno consapevoli; quello dell’essere nonni è un “dono” che arriva in una fase della vita in cui, assolti i compiti verso la crescita e l’educazione dei propri figli, è concesso partecipare a quella dei nipoti regalandole un valore aggiunto che solo la loro età della vita può offrire. Il tempo che questi dedicano loro, quindi, per tanto o poco che sia, facendo loro o meno da baby sitter, non è mai sostitutivo dei ruoli genitoriali; arricchisce la vita dei nipoti, ma non può prendere il posto dell’autorevolezza di mamma e papà, nemmeno dando loro una mano.
Cristina Rubano - Psicologa
Pubblicità
Commenti
1 Commento a “Quando i nonni non sono “a tempo pieno””
Lascia una risposta



http://studentessebabysitter.blogspot.com/ ..una soluzione per voi!