L’ingresso della famiglia “a scuola”

gennaio 11, 2011 · Archiviato in Genitorialità 

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E’ il primo giorno di scuola elementare, zainetto in spalla il bambino o la bambina si avviano verso l’inizio di una nuova epoca della loro vita, un grande cambiamento che in realtà coinvolge e interessa tutta la famiglia nel suo insieme.Per quanto il moderno sistema scolastico abbia perduto (fortunatamente) quella connotazione austera e punitiva di un tempo, l’ingresso a scuola rappresenta comunque un’importante fase di passaggio densa di incertezze, che sancisce la fine della così detta prima infanzia per permettere al bambino di iniziare il suo inserimento nel mondo esterno: da questo momento in poi la famiglia, pur continuando a ricoprire un ruolo primario e fondamentale, non rappresenterà più l’itero mondo del bambino ma dovrà impegnarsi ad accompagnarlo, ad incoraggiarlo e talvolta a confortarlo riguardo alle esperienze che via via in quel mondo “la fuori” egli andrà facendo. L’atteggiamento con cui mamma e papà vivono questa parziale modificazione del loro ruolo non potrà non influenzare il modo con cui il bambino stesso vivrà il compiersi di questo passaggio. Riconoscere che il proprio figlio, pur essendo ancora piccolo per molti aspetti, non è più dipendente da noi in tutto e che non siamo più noi a rappresentare l’intero centro della sua esistenza pone due importanti conseguenze. Anzitutto di dover accettare il compiersi di questo primo distacco che rappresenta solo l’inizio di tutta una serie di graduali e piccole “perdite” con cui un genitore sarà chiamato sempre a confrontarsi per tutta la durata dello sviluppo dei propri figli e anche oltre. Crescerli significa in qualche modo saperli “lasciar andare” nelle dosi e nei modi opportuni con fierezza ma anche con inevitabile rammarico poiché ogni loro “conquista” impone a una mamma o a un papà di ridefinire continuamente il senso del proprio stesso  ruolo di genitore. Riuscire ad accettare la ricchezza e il turbamento che questo primo piccolo “distacco” scolastico comporta è quindi fondamentale affinché mamma e papà vivano con consapevolezza questo momento evitando di “contagiare” il bambino con le proprie ansie “da separazione”. Un secondo aspetto che è altrettanto importante non sottovalutare è che l’inizio della scolarità coincide con un’età di maggior autonomia del bambino che permette alla coppia genitoriale e a ciascuno dei due di recuperare del tempo per sé, sia come coppia che come individui. Può essere il momento per riprendere piccoli e grandi progetti rimasti in sospeso con la nascita del bimbo o semplicemente per “rifiatare” e recuperare dei ritmi di vita meno frenetici. In ogni caso, soprattutto da questo momento in poi , non essere solo genitori non costituirà una mancanza nei confronti dei propri figli ma, al contrario, una risorsa proprio per rapportarsi a loro con meno esclusività, maggiore serenità e completezza rendendoli anche partecipi di quelle piccole e grandi attività degli adulti davanti alle quali, ora che non è più necessario un mondo a misura di bambino, essi potranno rimanere incantati e rivelarsi preziosi aiutanti oppure rimanere tranquillamente ai loro giochi lasciando i grandi alle loro occupazioni.

Cristina Rubano - Psicologa

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