Liceo o Istituto Tecnico? Orientarsi alla scelta - 1a parte

gennaio 27, 2011 · Archiviato in Adolescenza, Formazione 

orientamento

Gli esami della licenza media sono alle porte e per i ragazzi e le loro famiglie si pone il consueto dilemma di scegliere la scuola superiore alla quale fare l’iscrizione per il prossimo anno, una decisione non facile che tuttavia è bene affrontare nella giusta prospettiva.Se fino alla terza media il percorso scolastico procede per tappe “obbligate” e uguali per tutti, la scuola superiore pone per la prima volta il ragazzo di fronte a una scelta che, seppure in forma non ancora eccessivamente vincolante, inciderà sul proprio futuro formativo di oggi e professionale di domani. Gli si chiede di assumersi per la prima volta la responsabilità di pensare e scegliere il proprio futuro, di assumere un’ottica progettuale su di sé che vada oltre l’oggi e l’immediato.
Per questi motivi quello dalle medie alle superiori si configura come momento di passaggio delicato ed importante che necessita di ricevere la giusta attenzione da parte dei genitori e degli insegnanti.
Esso pone vari ordini di problemi relativi sia alla specifica fase del ciclo di vita del ragazzo e della famiglia di cui fa parte, sia allo specifico contesto socioculturale che stiamo attraversando, sia a quelle che sono le caratteristiche della nuova riforma scolastica.
Anzitutto quella in cui si trova un ragazzo o una ragazza alla fine della terza media è quella particolare fase della preadolescenza in cui si iniziano confusamente ad avvertire le inevitabili contraddizioni fra un corpo che inizia a cambiare in maniera magari improvvisa o sproporzionata in forma o dimensioni (ci si riempie di brufoli, la prima barba spunta a ciuffi, cambia la voce nei maschi, le braccia o le gambe sembrano allungarsi troppo in fretta rispetto al resto del corpo e così via, tutte modificazioni che si assesteranno e si evolveranno nell’adolescenza) e la propria condizione sociale come figlio, studente o compagno di banco ancora per moltissimi aspetti improntata su modalità infantili.
Su questi “bambini cresciuti” genitori e insegnanti si consultano e si interrogano su quale scuola,  quale futuro si più adatto a loro, spesso, e forse inevitabilmente, riversandovi proprie aspettative o personali convinzioni. Da un lato le famiglie sono spesso vittime di pregiudizi e falsi miti ritenendo, ad esempio, che per riuscire negli studi e nella professione si debba necessariamente frequentare un liceo, o che l’iter scolastico del proprio figlio debba obbligatoriamente ricalcare (o non ricalcare) le orme del proprio o, ancora, che un indirizzo di studi al giorno d’oggi debba già insegnare un mestiere per non finire nelle spire della disoccupazione. Dall’altro si ritiene, a volte, che questi giovani siano ancora troppo piccoli, troppo immaturi per scegliere e si corre il rischio di non lasciare loro il giusto spazio, la giusta dose di dubbi, indecisioni e responsabilità nei confronti di una scelta che, se certamente è da effettuare di concerto con la famiglia, non va dimenticato che riguarderà loro soltanto un domani che affronteranno la nuova scuola.

Cristina Rubano - Psicologa

Pubblicità

Commenti

Lascia una risposta