Quando il mal di testa è “mal di scuola”
Il mal di testa come disturbo psicosomatico può comparire nel bambino in particolar modo all’inizio della seconda infanzia (6-7 anni) in coincidenza con il suo ingresso alla scuola elementare.Dal punto di vista sintomatologico viene fatta generalmente una distinzione fra emicrania e cefalea. Le prima costituisce un disturbo dal punto di vista somatico decisamente più importante e debilitante poiché è caratterizzata, oltre che da un dolore intermittente e pulsante, anche da pallore e talvolta vomito. Le cefalee rappresentano invece una sintomatologia meno invalidante anche se più frequente e sono caratterizzate dalla sola sintomatologia dolorosa che compare e scompare con una modalità meno improvvisa dell’emicrania.
Al di là dell’entità della sintomatologia comunque, quello del “mal di testa” rappresenta un tipico disturbo del “bambino grande” che, cioè, è uscito dalla fase di accudimento e di dipendenza della prima infanzia e si avvia, con il suo ingesso a scuola, a rapportarsi con altri adulti di riferimento e a sviluppare le proprie competenze per soddisfare le richieste del mondo esterno. Questa fase, mal interpretando una terminologia di matrice psicoanalitica, viene troppo spesso considerata erroneamente una “latenza” dei moti e dei turbamenti emotivi poiché effettivamente ora il bambino appare più controllato, “socializzato” e adattato nelle proprie manifestazioni portando spesso gli adulti a sottovalutare, senza accorgersene, le sue vicende emotivo-affettive che egli avverte ma che adesso, non sapendole esprimere adeguatamente, rimugina dentro di sé evitando di comunicarle direttamente. Può accadere, quindi, che i genitori, senza rendersene conto, si polarizzino eccessivamente su ciò che il bambino “fa”, sui risultati conseguiti a scuola, sul suo livello di rendimento e delle performance riportate, sottodimensionando ciò che comunque egli “è” con i suoi ineliminabili bisogni emotivo-affettivi di riconoscimento, sicurezza e affetto. Infatti, con l’ingresso a scuola, cambia il rapporto tra i genitori e il bambino che appare ora più autonomo e proiettato verso il mondo esterno, tuttavia egli è anche posto di fonte a molti cambiamenti che possono al contempo farlo sentire incerto e insicuro. In tale ottica, lamentare frequentemente e ricorrentemente un “mal di testa” (di cui si siano escluse naturalmente cause di tipo organico) potrebbe costituire un modo con cui il bambino inconsapevolmente cerca di allontanarsi da scuola (date le inevitabili assenze che ne conseguono) e richiamare su di sé le attenzioni dei genitori. E’ estremamente importante, allora, prestare attenzione non solo ai voti e ai risultati conseguiti, ma soprattutto a come egli vive l’ambiente scolastico, i rapporti con i compagni e le insegnanti e eventuali problematiche emerse: aspetti della sua “nuova” vita su cui ha bisogno di essere sostenuto e incoraggiato con affetto e fiducia.
Cristina Rubano – Psicologa
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