Come sono cambiati gli adolescenti “in crisi”
Con l’affermarsi di un diverso modello familiare meno autoritario e più attento agli affetti e ai bisogni dei figli è mutato il rapporto tra gli adolescenti e il mondo degli adulti comportando per le inevitabili “crisi adolescenziali” nuovi scenari.
In un contesto di riferimento gerarchico e autoritario, quale era il mondo adulto delle passate generazioni, l’adolescenza si configurava soprattutto come fase di aperta ed aspra conflittualità verso gli adulti e le regole da questi imposte, tanto a casa quanto a scuola e nei contesti più politicizzati e ideologicamente orientati.
Contestare qualunque regola precostituita e imposta d’autorità era la strada per affermare la propria individualità, per cercare se stessi e i propri personali valori di riferimento.
Oggi in seno a quella che è stata definita la “famiglia affettiva” la conflittualità fra i ragazzi e gli adulti è molto minore, i toni sono più dimessi ed è presente una maggiore complicità e una più diffusa tolleranza da parte dei genitori verso le aspirazioni, le richieste e le contraddittorietà tipiche degli adolescenti.
Sempre più spesso i genitori partecipano coi loro figli adolescenti alla scelta del piercing o del tatuaggio, finanziano viaggi o vacanze all’estero perché facciano “esperienza”, sono a conoscenza della loro vita sessuale di cui è possibile parlare più apertamente. Gli esempi potrebbero continuare e segnalano certamente un clima potenzialmente di maggior dialogo fra genitori e figli di quanto non potesse avvenire un tempo.
D’alto canto, in questo contesto culturale di rispetto e valorizzazione per le inclinazioni e le specificità di ognuno, non è facile per un adolescente, ancora alla ricerca di un’identità stabile e completa, individuare dei punti di riferimento, dei valori in cui investire per cercare e costruire se stesso: alla scuola, alla famiglia, alle istituzioni religiose esistono oggi tante alternative, infinite possibilità di scelta che spesso un ragazzo non è completamente in grado di utilizzare senza perdersi nel non senso e nella confusione.
Se non è più l’autorità a dettare una norma da rispettare o da contestare, in che modo i genitori di oggi possono aiutare i propri figli adolescenti a costruire se stessi e a diventare adulti?
Forse proprio nel restituire loro, man mano, le responsabilità delle proprie scelte e delle conseguenze dei propri comportamenti: non si tratta più di lottare per il potere, ma di dar loro fiducia per ciò che sono affinché arrivino ad assumersi autonomamente la responsabilità di ciò che sceglieranno di diventare.
Cristina Rubano - Psicologa
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