Dalla famiglia “autoritaria” alla famiglia “affettiva”

febbraio 25, 2011 · Archiviato in Genitorialità 

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Se fino ad alcuni decenni fa il modello familiare dominante era quello di tipo più tradizionalmente “autoritario”, imperniato sulla disciplina e l’obbedienza, ritenuti punti di riferimento indiscutibili per ogni sistema familiare; le famiglie attuali sembrano invece aver perso questa assoluta rigidità per lasciare maggiore spazio agli affetti e ai bisogni individuali.
La tradizionale famiglia nucleare di tipo autoritario si basava sull’assoluta divisione di ruoli fra il padre, “leader strumentale” addetto al sostentamento materiale della famiglia e alla cura dei rapporti con l’esterno, e della madre, “leader espressivo” volto alla cura degli affetti e all’accudimento dei figli. Anche l’educazione era concepita molto rigidamente basandosi su una concezione di disciplina sostanzialmente punitiva fondata sul rispetto delle regole, sul senso di colpa e la paura del dolore fisico o mentale della punizione.
Negli ultimi decenni, con i profondi mutamenti che la società ha attraversato, la famiglia ha subito numerose trasformazioni rendendosi più fluidi i confini fra i vari ruoli e meno rigide le sue regole di condotta, ponendo maggior attenzione all’affettività e al benessere dei suoi membri e configurandosi, per questo, come famiglia “affettiva” in opposizione al tradizionale modello autoritario.
Anzitutto la composizione degli attuali nuclei familiari non è più necessariamente nucleare; con l’introduzione del divorzio e di una nuova concezione dell’amore e dell’unione di coppia fondata più sulla realizzazione affettiva e personale che sull’assolvimento di obblighi e doveri, sono sempre più numerose le famiglie monoparentali, ricomposte (dove coesistono figli del primo e del secondo matrimonio) o allargate (dove si mantengono contatti e frequentazioni sia con l’ex coniuge che con i nuovi compagni e gli eventuali figli di questi). Parallelamente sono cambiati i ruoli fra uomo e donna: entrambi si prendono cura sia dell’accudimento dei figli che del sostegno economico della famiglia: le donne sono sempre più spesso inserite nel mondo del lavoro e i padri sempre più direttamente coinvolti nell’educazione e nella crescita dei bambini. Questa maggiore fluidità di scelte e questa maggior circolazione degli affetti fra tutti i vari membri della famiglia hanno contributo a soppiantare il vecchio modello autoritario a favore di un modello educativo che si vorrebbe più attento alle esigenze emotive dei bambini e al loro benessere personale e sociale.
Se questo rappresenta senz’altro un’evoluzione importante e carica di risorse, non va tuttavia dimenticato che i genitori, pur accedendo ad un ruolo più paritario coi propri figli, devono rimanere, soprattutto oggi, una guida autorevole che sappia orientarli nelle molteplici scelte che, più che in passato, si troveranno a dover affrontare.

Cristina Rubano – Psicologa

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Commenti

1 Commento a “Dalla famiglia “autoritaria” alla famiglia “affettiva””

  1. Angelo Franchitto on marzo 24th, 2011 12:03

    Salve a tutti i lettori di questo post.
    Anche io ho un blog nel quale curo l’importanza pedagogica e sociale della famiglia.
    Trovo che l’articolo qui riportato sia molto competente riguardo l’aspetto evolutivo del concetto della famiglia, della sua struttura e delle sue funzioni.
    Chiunque fosse interessato può trovare consigli in merito all’educazione alla genitorialità (e alla sua evoluzione, i cambiamenti subiti nel tempo, sopratutto relativi alla figura paterna; scaicando il mio manuale “Guida pedagogica per papà” al seguente indirizzo http://www.lulu.com/product/ebook/guida-pedagogica-per-pap%c3%a0/15165474
    Grazie a tutti

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