Cresci…ma non troppo! – 2a parte
Mantenere un atteggiamento ansioso e eccessivamente controllante può inibire l’autonomia del bambino che non si sente adeguatamente incoraggiato a fidarsi delle proprie capacità, questo può creargli un disagio che talvolta si esprime attraverso comportamenti effettivamente “regressivi” che, parallelamente, possono causare grande ansia e insofferenza anche nei genitori.
Cresci…ma non troppo! – 1a parte
Promuovere la progressiva conquista dell’autonomia dei propri figli dovrebbe far parte del mestiere di ogni genitore, ma a volte può non essere facile farsi da parte, si vorrebbe ancora poter essere lì ad accudirli in tutto e per tutto; questo può, inconsapevolmente, generare messaggi contraddittori fra genitori e figli.
Se mamma o papà perdono il lavoro …
La disoccupazione di un genitore costituisce certamente un momento di grande criticità non solo per la persona stessa, ma anche per gli equilibri e i rapporti familiari nel loro insieme; ma se e in che modo è bene metterne i figli al corrente?
Due fratelli o due figli unici? – 2a parte
Spesso, per “cementare” un rapporto di fratelli molto distanti per età, alcuni tendono ad assimilare eccessivamente l’uno all’altro forzandoli in una condivisione di spazi e di esperienze che può rivelarsi controproducente.
Due fratelli o due figli unici? – 1a parte
Possono essere tante le ragioni che portano una coppia a concepire il secondo figlio a diversi anni di distanza dal primo; quanto questo inficia la costruzione di un genuino rapporto tra fratelli dipende anche da come gli stessi genitori riescono a rapportarsi loro.
Gemelli tra fusionalità e separazione – 2a parte
Se il rapporto che unisce due gemelli è soprattutto nell’infanzia improntato alla fusionalità, sarà soprattutto in adolescenza che, naturalmente, si manifesteranno le maggiori spinte alla differenziazione poiché questa particolare fase del ciclo di vita impone anche ai gemelli di cercare e costruire gradualmente una propria identità autonoma imponendo loro una sorta di doppio compito: differenziarsi non soltanto dai genitori ma anche dal proprio fratello.
L’esito di tale processo dipenderà in gran parte anche dalle dinamiche relazionali instauratesi all’interno del nucleo familiare in direzione di una valorizzazione dell’uguaglianza e della fusione della coppia gemellare o di una loro differenziazione.
Altro fattore importante è anche quanto, ciascuno dei due genitori, sia attento a coltivare momenti di interazione duale e non solo triadica dedicando tempo e attenzioni anche ad un figlio alla volta e non rapportandosi esclusivamente alla coppia gemellare come un tutt’uno. Vestirli allo stesso modo e rivolgersi sempre a loro due insieme come coppia non favorirà la corretta individuazione di cui ciascuno di loro invece ha bisogno dove è fondamentale che il riconoscimento della propria unicità e individualità avvenga anzitutto all’interno dello stesso rapporto con i genitori attraverso gli scambi affettivi e le attività di gioco che essi dedicano a loro.
D’altra parte anche far leva sulle differenze può essere utile solo se fatto in modo costruttivo, per render consapevoli delle caratteristiche distintive di ognuno e non per irrigidire i rapporti in ruoli “fissi” che pongano a paragone e stigmatizzino le caratteristiche dell’uno per difetto o per eccesso rispetto a quelle dell’altro fratello (uno troppo timido a confronto dell’atro più “spigliato” e così via).
In ultimo il problema scolastico: in linea molto generale iscrivere alla scuola primaria i due gemelli in classi differenti può risultare utile per stimolare ognuno ad instaurare rapporti di amicizia autonomi e indipendenti dalla presenza del fratello, interagendo coi coetanei come individuo e non come “coppia” gemellare. Se tuttavia la prospettiva di una separazione rischia di creare ansie eccessive, potrebbe essere opportuno valutare se rimandare tale possibilità negli anni a venire e provare intanto a sperimentarla in contesti saltuari o occasionali (come la piscina, le lezioni di musica eccetera) che non impongano una separazione nella quotidianità.
Cristina Rubano - Psicologa
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Gemelli tra fusionalità e separazione – 1a parte
I gemelli, a differenza dei figli unici o di altre coppie di fratelli distanti per età, nascono e si sviluppano in un contesto familiare e sociale nel quale sono costantemente chiamati a spartire risorse materiali, affettive e sociali con un “doppio” di cui condividono tutto o gran parte del patrimonio genetico (a seconda che siano omozigoti o dizigoti) e col quale instaurano una relazione del tutto peculiare.
Sesso sicuro o “improvvisato”? – 2a parte
Apparentemente ovunque si parla di sesso senza porsi alcun limite o inibizione, eppure per gli adolescenti spesso a tutto questo clamore “mediatico” fa da riscontro una scarsa competenza emotiva e relazionale per comunicare e negoziare efficacemente le proprie esigenze all’interno della coppia.
A quest’età vige spesso una falsa disinibizione sulla sessualità, la si richiama e la si vive con apparente facilità, ma non è altrettanto ovvia la comunicazione all’interno della coppia su questioni ad essa collegate come il desiderio, la contraccezione o altre esigenze o timori personali.
Ci si affida l’uno alle insicurezze dell’altro nel timore di far brutta figura, apparire infantili o quant’altro senza rendersi conto che diventare “grandi” non comporta solo vivere il sesso ma anche assumersi la responsabilità delle conseguenze emotive e sul piano del benessere o dei rischi per la salute che questo comporta.
E’ un processo di crescita che avviene per gradi e, come in molte altre aree dell’adolescenza, in modo spesso disarmonico, fatto di agiti, gesti impulsivi e una quantità di paure, timori e domande inconfessati e inconfessabili soprattutto a se stessi.
Per un genitore che viva con difficoltà e imbarazzo l’emergente sessualità del proprio figlio o della propria figlia potrebbe essere prezioso non dimenticare che quello che avverte è anzitutto l’imbarazzo e la difficoltà che il ragazzo o la ragazza stessi stanno vivendo e comunicando anche se in modi spesso contraddittori e ambivalenti.
Limitarsi a far loro le classiche “raccomandazioni” una volta per tutte può non essere così efficace se queste non si accompagnano ad un sentimento di reale disponibilità, fiducia e rispetto verso queste loro prime esperienze. L’adolescente potrebbe avvertire che la propria sessualità rappresenta una sorta di “tabù” per i propri genitori che, in tal modo, difficilmente potranno rappresentare un punto di riferimento a cui appellarsi con fiducia nel caso di reali problemi e difficoltà. Se è certamente opportuno rispettare la privacy e mantenere un riserbo su un area così intima e privata del proprio figlio, non va dimenticato che egli è ancora un ragazzo e che è importante che senta che, al bisogno, di poter trovare nel genitore un interlocutore aperto al dialogo e al confronto, non per questo sempre in accordo ma presente e sereno nel rapportarsi a lui.
Cristina Rubano - Psicologa
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Sesso sicuro o “improvvisato”? – 1a parte
Viviamo ormai nell’era dei media e della globalizzazione dove qualunque tipo di informazione è alla portata di tutti compresa la sessualità, l’AIDS e la contraccezione; eppure nonostante questo molti ragazzi risultano adottare comportamenti a rischio sembrando paradossalmente sprovveduti e poco responsabili si se stessi: sicuro che sia solo una questione di “disinformazione”?
Sessualità, affettività e responsabilità negli adolescenti

Sono esperti nell’utilizzo dei più sofisticati mezzi di comunicazione mediale, sempre più disinibiti e precoci nelle loro prime esperienze sessuali ed esposti ad un continuo flusso di sollecitazioni e di informazioni: ma quanto sono emotivamente competenti e responsabili gli adolescenti di oggi nel vivere queste esperienze?










