Cresci…ma non troppo! – 2a parte

marzo 30, 2011 · Archiviato in Genitorialità 

bambino-controllato

Mantenere un atteggiamento ansioso e eccessivamente controllante può inibire l’autonomia del bambino che non si sente adeguatamente incoraggiato a fidarsi delle proprie capacità, questo può creargli un disagio che talvolta si esprime attraverso comportamenti effettivamente “regressivi” che, parallelamente, possono causare grande ansia e insofferenza anche nei genitori.
Non di rado questi atteggiamenti ansiosi e poco incoraggianti si associano ad espressioni di insofferenza e di intolleranza verso altre aree di sé in cui il bambino è invece esplicitamente esortato a “crescere”: dalla pipì a letto, al protrarsi di incubi notturni e paure varie che possono effettivamente permanere durante la seconda infanzia.
Etichettare questi comportamenti, seppur comprensibilmente seccanti per molti genitori, come “sbagliati” e “fuori tempo” non farà tuttavia che alimentare il senso di frustrazione e di inadeguatezza del bambino. Egli si troverà, oltretutto, esposto ad un messaggio in un certo senso contraddittorio: da un lato lo si esorta a crescere per correggere certi suoi comportamenti “inadeguati”, da un altro si inibiscono ansiosamente molte sue iniziative di autonomia.
In realtà questi “strascichi” della prima infanzia sono segnali preziosi che i genitori possono provare ad ascoltare: così facendo il bambino esprime sul piano non verbale che qualcosa nel suo sviluppo non sta procedendo armonicamente e gli crea paura, ansia e disagio.
Accogliere come tali questi messaggi implica, per mamma e papà, riconsiderare il loro stesso ruolo genitoriale: da coloro che “proteggono”, “accudiscono”, “riparano” e “bloccano”, a coloro che “promuovono”, “incoraggiano”, “sostengono” e “appoggiano” l’autonomia, la curiosità, l’esploratività del proprio figlio. Si tratterebbe, in altre parole,  di rinunciare progressivamente a sentirsi indispensabili per il suo accudimento, per diventare altrettanto necessari per il suo sviluppo. I figli, dopo tutto, hanno disperatamente bisogno che i genitori li aiutino e li incoraggino a staccarsi man mano da loro.
E’ un percorso, questo, certamente non facile per un genitore ma che senza dubbio vale la pena tentare: la posta in gioco non è soltanto la crescita dei propri figli, ma anche di sé stessi come uomini e donne senz’altro più consapevoli e fiduciosi per andare incontro alla vita.

Cristina Rubano - Psicologa

Pubblicità

Commenti

Lascia una risposta