Due fratelli o due figli unici? – 2a parte

marzo 11, 2011 · Archiviato in Genitorialità 

sorelle

Spesso, per “cementare” un rapporto di fratelli molto distanti per età, alcuni tendono ad assimilare eccessivamente l’uno all’altro forzandoli in una condivisione di spazi e di esperienze che può rivelarsi controproducente.
Tali comportamenti possono essere dannosi se divengono una costante nel modo dei due genitori di rapportarsi ai due figli nella quotidianità. In tal modo infatti si rischia di far “regredire” l’età del maggiore (ad esempio condividendo spazi di studio con quelli di gioco del fratello) o a sovrastimare quella del più piccolo (ad esempio facendo lui premature concessioni su uso di telefono o pc mimando quelle del più grande) non prestando sufficiente attenzione alle esigenze dell’età di ciascuno.
Altro aspetto importante è quello di evitare che il ruolo del fratello maggiore venga assimilato a quello di un vice-genitore. Certo la sua età anagrafica gli impone delle responsabilità e delle competenze impari rispetto a quelle del fratellino o della sorellina di 10 o 12 anni più piccolo, tuttavia sempre di un rapporto fra fratelli (o sorelle) si tratta. E’ certo positivo anche affidargli le cure e l’accudimento del piccolo, purché questo sia un impegno saltuario o  per un definito periodo di tempo (un mese estivo e non tutti i pomeriggi dell’anno in assenza dei genitori ad esempio).
Addirittura questo potrebbe utilmente venir considerato un incarico affidatogli perché più “grande” e quindi degno di fiducia (e non un’incombenza che gli viene imposta) a cui dovrebbero far coerentemente seguito altri “riconoscimenti” della sua autonomia: affidargli le cure del fratellino ma vietargli di partecipare alle gite scolastiche fuori casa (tanto per fare un esempio banale) risulterebbe una contraddizione difficile da integrare nel proprio ruolo di figlio e fratello “maggiore”.
Insomma le premesse per un rapporto genuino e equilibrato possono esserci a patto che i due genitori per primi considerino e valorizzino le differenze anagrafiche di ognuno e incoraggino i due neo-fratelli o neo-sorelle a partire proprio da lì per costruire quella complicità e quell’affetto reciproco che caratterizzeranno il loro legame per tutta la vita che – bene ricordarselo – entrambi hanno ancora davanti.

Cristina Rubano - Psicologa

Pubblicità

Commenti

Lascia una risposta