Gemelli tra fusionalità e separazione – 2a parte
Se il rapporto che unisce due gemelli è soprattutto nell’infanzia improntato alla fusionalità, sarà soprattutto in adolescenza che, naturalmente, si manifesteranno le maggiori spinte alla differenziazione poiché questa particolare fase del ciclo di vita impone anche ai gemelli di cercare e costruire gradualmente una propria identità autonoma imponendo loro una sorta di doppio compito: differenziarsi non soltanto dai genitori ma anche dal proprio fratello.
L’esito di tale processo dipenderà in gran parte anche dalle dinamiche relazionali instauratesi all’interno del nucleo familiare in direzione di una valorizzazione dell’uguaglianza e della fusione della coppia gemellare o di una loro differenziazione.
Altro fattore importante è anche quanto, ciascuno dei due genitori, sia attento a coltivare momenti di interazione duale e non solo triadica dedicando tempo e attenzioni anche ad un figlio alla volta e non rapportandosi esclusivamente alla coppia gemellare come un tutt’uno. Vestirli allo stesso modo e rivolgersi sempre a loro due insieme come coppia non favorirà la corretta individuazione di cui ciascuno di loro invece ha bisogno dove è fondamentale che il riconoscimento della propria unicità e individualità avvenga anzitutto all’interno dello stesso rapporto con i genitori attraverso gli scambi affettivi e le attività di gioco che essi dedicano a loro.
D’altra parte anche far leva sulle differenze può essere utile solo se fatto in modo costruttivo, per render consapevoli delle caratteristiche distintive di ognuno e non per irrigidire i rapporti in ruoli “fissi” che pongano a paragone e stigmatizzino le caratteristiche dell’uno per difetto o per eccesso rispetto a quelle dell’altro fratello (uno troppo timido a confronto dell’atro più “spigliato” e così via).
In ultimo il problema scolastico: in linea molto generale iscrivere alla scuola primaria i due gemelli in classi differenti può risultare utile per stimolare ognuno ad instaurare rapporti di amicizia autonomi e indipendenti dalla presenza del fratello, interagendo coi coetanei come individuo e non come “coppia” gemellare. Se tuttavia la prospettiva di una separazione rischia di creare ansie eccessive, potrebbe essere opportuno valutare se rimandare tale possibilità negli anni a venire e provare intanto a sperimentarla in contesti saltuari o occasionali (come la piscina, le lezioni di musica eccetera) che non impongano una separazione nella quotidianità.
Cristina Rubano - Psicologa
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