L’adolescenza oggi: progettarsi in una società incerta – 1a parte

aprile 11, 2011 · Archiviato in Genitorialità 

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L’adolescenza, come specifica fase del ciclo di vita in cui avviene una transizione dal mondo dell’infanzia a quello della piena adultità, pone ai ragazzi, fra i compiti evolutivi più importanti, quello di costruirsi un’identità autonoma e articolata che consenta loro di saper sviluppare e valorizzare le proprie competenze, attitudini e interessi al servizio di un progetto di vita e della ricerca di una realizzazione sul piano affettivo, lavorativo e sociale.
Questo processo tendeva a svolgersi in maniera per lo più conformista e in un certo senso preordinata fino a pochi decenni fa in cui, con il raggiungimento della maggiore età, coincideva grosso modo anche lo svincolo dalla famiglia d’origine, la creazione di un nucleo familiare autonomo con il matrimonio e i figli, la fine degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro. In tal senso l’adolescenza andava a rappresentare una fase di vita intermedia ma pur sempre contrassegnata da precisi “riti di passaggio” che, almeno per la maggioranza, sancivano il definitivo passaggio di “status” dal bambino all’adulto.
Nella società attuale il significato e la durata dell’adolescenza sono invece significativamente mutati insieme alle più variegate possibilità di scelta e alternative di vita sia affettiva che lavorativa. I ragazzi di oggi non si trovano più di fronte a delle “tappe” obbligate che sanciscano definitivamente il loro stato di adulti anche perché sono gli stessi canoni della vita adulta ad essere mutati e divenuti incerti, variegati e soggetti, anche negli anni a venire, ad una molteplicità di cambiamenti.
Sempre più di rado si tratta di trovare “il lavoro” stabile con cui identificarsi, la moglie o il marito con cui passare una via o lo status socioeconomico da raggiungere e mantenere fino all’età della pensione. Le possibilità, i luoghi e le modalità di lavoro mutano continuamente costringendo molti ad apprendere continuamente nuove competenze per “restare al passo”, a reinventarsi e, spesso, a inventarsi nel vero senso della parola un proprio lavoro. Il numero dei divorzi è in costante aumento e il matrimonio e la famiglia sono sempre più soggetti alle mutevoli esigenze personali, affettive e sociali di ognuno, aprendo così alla possibilità di nuclei familiari non convenzionali (monoparentali, ricomposti dopo seconde unioni e così via) e dello stabilirsi di nuove unioni e nuovi legami affettivi e sessuali anche nella piena maturità.
Nel mondo di oggi, insomma, sembra non sia mai troppo tardi per ricominciare, la parola d’ordine non pare più essere “stabilità” ma piuttosto “fluidità”, cambiamento e continue nuove scelte.

Cristina Rubano - Psicologa

Commenti

1 Commento a “L’adolescenza oggi: progettarsi in una società incerta – 1a parte”

  1. erica on aprile 14th, 2011 10:25

    Salve, vorrei inviarvi una comunicazione che credo interessante per questo blog, riguardando il binomio mamme-lavoro.
    Se volete sapere di più potete rispondere alla mia mail qui inserita, grazie.

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