Costruire storie: pensiero narrativo e sviluppo cognitivo-affettivo
Le fiabe svolgono un ruolo molto importante nello sviluppo cognitivo-affettivo del bambino accompagnando lo sviluppo di quel pensiero narrativo che consente di organizzare le esperienze attraverso il linguaggio e la costruzione di storie.
Molti autori, fra cui Daniel Stern, sottolineano l’importanza del pensiero narrativo, quale tendenza propria di ogni essere umano a dare senso agli avvenimenti attraverso la costruzione di storie che assegnino consequenzialità e causalità agli eventi dotandoli così di significati sia personali che culturali.
Il pensiero narrativo è quindi alla base dello sviluppo del senso di identità e continuità del sé permettendo, mediante la costruzione di storie, di collegare fra loro le nostre diverse esperienze secondo determinati canoni di significato, di ricordarle e di servircene per farne di nuove. Analogamente il pensiero narrativo ci aiuta, attraverso la costruzione di storie, a preservare un senso di coerenza su noi stessi e gli eventi che ci accadono interpretandoli alla luce dei passati avvenimenti e dei referenti culturali di cui ci serviamo per assegnare significato agli eventi; senza questa cornice di riferimento data dal sistema di significati condivisi socialmente e dei nostri significati personali soccomberemmo al senso di frammentazione di noi stessi e delle nostre esperienze.
Il bambino sviluppa un pensiero narrativo lungo tutto l’arco della sua crescita man mano che interagisce col suo ambiente, apprende significato ed uso del linguaggio e i valori e i significati del suo ambiente socioculturale. Il Sé del bambino, infatti, si costruisce socialmente proprio mediante i feedback e i riconoscimenti che riceve dagli adulti significativi e in questo hanno molta importanza gli schemi interattivi prima e lo sviluppo del linguaggio poi.
Modelli comportamentali ripetuti nel tempo, infatti, scandiscono le interazioni fra il bambino e i suoi adulti significativi assicurando coerenza e prevedibilità agli scambi affettivi e materiali di accudimento e costituendo, in questo senso, una “trama narrativa” che si ripete e assicura significato e coerenza alla relazione. Lo sviluppo del linguaggio poi consente al bambino di ampliare la sfera dei significati e le possibilità di comunicazione e condivisione degli stessi anche con gli adulti al di fuori della famiglia sviluppando il suo pensiero narrativo e ampliando moltissimo la sua capacità di ascoltare e costruire storie che assicurino un senso a ciò che gli accade.
Le storie rappresentano per questo questo un valido ausilio allo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino e alla costruzione del proprio Sé poiché gli forniscono quei valori e principi a cui far riferimento per codificare ciò che gli accade e costruire le proprie storie su di sé e gli avvenimenti che ha intorno.
Cristina Rubano – Psicologa
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