Sesso sicuro o “improvvisato”? – 2a parte

marzo 7, 2011 · Archiviato in Adolescenza, Genitorialità · Commenti 

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Apparentemente ovunque si parla di sesso senza porsi alcun limite o inibizione, eppure per gli adolescenti spesso a tutto questo clamore “mediatico” fa da riscontro una scarsa competenza emotiva e relazionale per comunicare e negoziare efficacemente le proprie esigenze all’interno della coppia.

A quest’età vige spesso una falsa disinibizione sulla sessualità, la si richiama e la si vive con apparente facilità, ma non è altrettanto ovvia la comunicazione all’interno della coppia su questioni ad essa collegate come il desiderio, la contraccezione o altre esigenze o timori personali.
Ci si affida l’uno alle insicurezze dell’altro nel timore di far brutta figura, apparire infantili o quant’altro senza rendersi conto che diventare “grandi” non comporta solo vivere il sesso ma anche assumersi la responsabilità delle conseguenze emotive e sul piano del benessere o dei rischi per la salute che questo comporta.
E’ un processo di crescita che avviene per gradi e, come in molte altre aree dell’adolescenza, in modo spesso disarmonico, fatto di agiti, gesti impulsivi e una quantità di paure, timori e domande inconfessati e inconfessabili soprattutto a se stessi.
Per un genitore che viva con difficoltà e imbarazzo l’emergente sessualità del proprio figlio o della propria figlia potrebbe essere prezioso non dimenticare che quello che avverte è anzitutto l’imbarazzo e la difficoltà che il ragazzo o la ragazza stessi stanno vivendo e comunicando anche se in modi spesso contraddittori e ambivalenti.
Limitarsi a far loro le classiche “raccomandazioni” una volta per tutte può non essere così efficace se queste non si accompagnano ad un sentimento di reale disponibilità, fiducia e rispetto verso queste loro prime esperienze. L’adolescente potrebbe avvertire che la propria sessualità rappresenta una sorta di “tabù” per i propri genitori che, in tal modo, difficilmente potranno rappresentare un punto di riferimento a cui appellarsi con fiducia nel caso di reali problemi e difficoltà. Se è certamente opportuno rispettare la privacy e mantenere un riserbo su un area così intima e privata del proprio figlio, non va dimenticato che egli è ancora un ragazzo e che è importante che senta che, al bisogno, di poter trovare nel genitore un interlocutore aperto al dialogo e al confronto, non per questo sempre in accordo ma presente e sereno nel rapportarsi a lui.

Cristina Rubano - Psicologa

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